In ricordo di Noce





Fino a poche settimane fa la sua bella foto campeggiava sulla home page sopra le istruzioni per l’accesso in
canile in tempo di pandemia e adesso siamo a ricordarlo con tenerezza e struggimento. Il nostro Noce,
un’istituzione del nostro canile insieme ai suoi fratelli, giunto da noi cucciolo nel lontanissimo 2007,
presenza costante fino alla fine dei suoi giorni. Uno scriccioletto di meticcio – via via sempre più
paffutello ; ) – dai colori del più nobile Weimaraner, con occhi magnetici che solo col tempo avevano
imparato a fissarsi nei nostri. Perché Noce e i suoi fratelli e sorelle erano stati evidentemente istruiti dalla
mamma a diffidare dell’uomo, che non sempre è benevolo nei confronti dei nostri amici animali. Noce,
sfuggente per anni, col tempo, complice la sua bramosia di biscottini e premietti – unica consolazione nella
sua vita sempre uguale: 23 ore in un box e un breve spazio di “libertà vigilata” – aveva imparato ad
avvicinarsi per incassare la sua ricompensa, anzi nell’ultimo periodo la pretendeva grattandoci le gambe
con la zampetta, ma difficilmente ci ha permesso di accarezzare anche solo fugacemente il vellutino del suo
pelo. Negli ultimi anni l’abbiamo visto più rilassato e in fondo si è rivelato un cane saggio: ha fatto di
necessità virtù e ha accettato senza disperarsi e smaniare una vita che non è quella che vorremmo per i
nostri cani e per nessun altro cane e che non corrisponde certo alle esigenze etologiche della sua specie.
Però tutto sommato ci piace pensare che non sia stato veramente infelice e che abbia colto l’affetto che
abbiamo sempre nutrito per lui, che nella sua fase terminale gli abbiamo dimostrato concedendogli tante
piccole attenzioni in più. Ciao Noce, in cima al ponte avrai trovato il comitato d’accoglienza di alcuni tuoi
fratelli, perciò non ti sarai sentito solo. Due sono ancora con noi e contribuiscono a preservare la tua
memoria. Corri libero: adesso niente più sbarre!