Buon viaggio, dolce Rocco





 

Rocco ci ha lasciato: vogliamo qui raccontare brevemente la sua storia.

Apparso dal nulla a Novate (fraz. Di Merate) nel 2005, diventa ben presto il beniamino di Giusy, Anna e le loro colleghe, che lavorano in zona.

Fin da subito si capisce che non ama farsi toccare, anche se apprezza la compagnia delle persone (non tutte), se si tengono ad una giusta distanza. È un grande osservatore e si destreggia bene in strada, guardando a destra e a sinistra prima di attraversare o camminando sul marciapiede.

Ha un debole per le cagnoline (se ce n’è una nei dintorni lo si trova sicuramente lì e infatti acquisisce ben presto la fama di latin lover) e i bocconcini che Giusy gli dispensa, permettendole dopo un bel po’ di tempo di accarezzarlo, anche se con una mano sola, di passeggiare insieme e di farsi fare i grattini sotto le ascelle.

Vive libero fino al 2012, quando in seguito ad una segnalazione viene accalappiato non senza difficoltà, in quanto sembra capire quando sta per arrivare il furgoncino dell’accalappiacani e si dà alla macchia….

Viene chiamato Rocco perché San Rocco è il protettore dei cani e non – come si è pensato successivamente – perché fosse un latin lover (ogni riferimento è puramente casuale…).

Entrato nel 2012 in canile, lo ritroviamo sempre goloso di bocconcini (portati dalla sua amica Giusy, che gli fa visita regolarmente), sempre schivo con le persone tranne qualche eccezione, con lo sguardo triste di chi si ritrova imprigionato.

Nel 2016 la svolta: non più giovanissimo e con qualche acciacchetto, viene adottato da Roberta, che ha un asilo per cani e che trova per lui la soluzione migliore.

Da subito è evidente che stare in casa per lui è un supplizio, quindi la sua casa diventa un container con tutti i confort – riscaldamento d’inverno, aria condizionata d’estate, divanetto di pelle, copertine ecc. – dal quale può entrare ed uscire a suo piacimento in un bel giardino protetto.

Vive con altri vecchietti dei quali è il boss incontrastato; insomma nonostante l’età non più giovanissima si fa ancora rispettare mettendo al loro posto quelli che osano più del dovuto. E anche la sua fama di latin lover non ne risente: c’è sempre qualche cagnolina che gli gironzola attorno… La sua furbizia non è da meno: ultimamente ha avuto seri problemi di salute, doveva fare un’iniezione tutti i giorni e bisognava cambiare sempre l’orario, perché se si manteneva lo stesso….Rocco semplicemente spariva!

Una cura omeopatica dagli effetti inizialmente prodigiosi ci ha fatto tutti sperare che la sua ora non fosse ancora arrivata. Invece non è stato così e in un giorno di questo ottobre malinconico ha fatto la sua valigetta e si è avviato verso il ponte dell’arcobaleno. Lassù avrà gli ampi spazi aperti che per lui – spirito libero – erano un’assoluta necessità.

Abbiamo voluto raccontare la storia delle sue tre vite, perché Rocco è nel cuore di tutti i volontari che l’hanno conosciuto e perché vuole essere uno sprone a dare una chance anche ai cani non più giovanissimi e con il loro caratterino. Ogni cane dovrebbe avere la sua famiglia!