Il lockdown ha fermato le staffette irregolari





Due mesi di lockdown fermano le movimentazioni illecite di animali sul territorio/ staffette irregolari

Questo periodo di forzata immobilità e di emergenza sanitaria ha bloccato di fatto anche le movimentazioni illecite di animali sul territorio nazionale.

L’ effetto delle limitazioni e la stretta sui controlli  sono inevitabilmente ricaduti anche su questo sistema consolidato e redditizio, tramite il quale animali privi di microchip e controlli sanitari vengono trasportati dal Sud al Nord Italia e spesso fatti ritrovare sui nostri territori, senza alcun rispetto delle procedure previste. Viaggi irregolari, effettuati senza mezzi autorizzati e che non hanno i requisiti per garantire il benessere degli animali trasportati. Animali per i quali pseudo-volontari e finte Associazioni, facendo spesso leva anche sull’ emotività delle persone attraverso appelli strazianti sui social, raccolgono denaro che va ad arricchire le casse di chi ha fatto un business di questa attività irregolare.

La riprova di ciò è il numero nullo di cani “randagi” trasferiti al nostro Rifugio dai due canili sanitari competenti per i Comuni convenzionati con la nostra struttura.

Parliamo degli ampi bacini territoriali della Provincia Nord ed Est di Milano ma anche dei territori della Brianza dove, infatti, non ci sono stati accalappiamenti di animali “abbandonati”, il che dimostra che il randagismo sul nostro territorio è un fenomeno importato.
Anche il Canile di Merate, da noi sempre gestito e con il quale ci siamo confrontati, ha condiviso la medesima realtà e le medesime conclusioni.

Al Sud Italia ovviamente le cose stanno ben diversamente e volontari ed Associazioni che lavorano nella legalità hanno dovuto fare i conti con randagi in aumento, difficoltà nella loro gestione e blocco delle sterilizzazioni.
Finchè nel Meridione del nostro Paese non verrà attuata una politica seria nei confronti del fenomeno del randagismo, contrastato efficacemente al Nord tramite identificazione con
microchip, Anagrafe Canina e controllo delle nascite, ogni sforzo fatto da chi si batte con le poche risorse a disposizione, sostituendosi spesso alle istituzioni preposte, sarà vano. Trasportare e spostare cani da un territorio all’ altro non è una soluzione ma solo un palliativo al problema. I trasferimenti di cani e gatti da una Regione all’altra, secondo le regole stabilite dalle Linee guida del Ministero della Salute relative alla movimentazione ed alla registrazione in anagrafe degli animali d’affezione, benché offra sistemazioni adeguate (o adozioni) per alcuni soggetti, non è la soluzione. 

Le staffette irregolari che trasportano cani e gatti non identificati, non sterilizzati, privi di controlli sanitari e spesso non socializzati e con problemi comportamentali, che finiscono nei vari canili sanitari e rifugio, portano ad un “randagismo” di ritorno al Nord Italia con conseguenze su più fronti.

Riteniamo fondamentale, che le Autorità competenti verifichino -oltre che i controlli delle autorizzazioni dei mezzi e dei trasportatori, il rispetto delle Linee Guida e la valutazione delle condizioni di salute e di benessere degli animali trasportati- anche i microchip degli stessi in Anagrafe. Solo così si potrà conoscere lo storico ed avere un quadro trasparente della movimentazione in atto.

Ricordiamo infine che in questa fase di emergenza covid-19, qualsiasi tipo di assembramento è vietato. Sarebbe bene considerare anche questo importante aspetto inerente salute pubblica durante i controlli delle staffette al loro arrivo nei punti di raduno.

Infine, come da sempre sosteniamo, gli animali si adottano nei Canili e non agli svincoli delle autostrade o nelle aree di servizio. Infatti, solo una struttura gestita da Enti o Associazioni riconosciute che collaborano con i volontari e altre Associazioni nel pieno rispetto delle regole, può dare le giuste garanzie.

L’ adozione di un animale deve essere ben ponderata, fatta consapevolmente, guidata e seguita da chi conosce quell’ animale: scegliereste un compagno di vita basandovi solo su una foto? Siete pronti a condividere i vostri spazi, i cambiamenti che affronterete con un animale che diventerà per lungo tempo parte integrante della famiglia? Avete valutato attentamente che tipo di cane può essere adatto a voi e al vostro stile di vita? Siete consapevoli che un animale è una responsabilità?

Non basta pensare di salvare un animale, occorre considerare le sue esigenze per capire se abbiamo le capacità di soddisfarle. Costringerlo a vivere in un ambiente non adatto o in un contesto famigliare non in grado di gestire le eventuali criticità nel caso di animali non socializzati o fobici può avere solo conseguenze negative. Spesso, infatti, questi animali problematici, adottati senza la giusta consapevolezza, finiscono nei nostri Canili per restarci per lungo tempo se non per sempre.

Vivere con un cane è un’ esperienza unica, impagabile e molto soddisfacente, ma anche un grande impegno a cui occorre tenere sempre fede e per il quale è necessario avere la giusta cognizione.

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