Ciao Tatoo..





Anche Tatù il cane invisibile ci ha detto addio. Perché invisibile? Perché aveva un aspetto un po’ anonimo, perché era nero (ebbene sì, c’è razzismo anche nei confronti dei cani, lo sa bene chi frequenta i canili…), perché non era ruffiano e non strepitava se qualcuno passava davanti al suo box e soprattutto… perché era anziano. Aveva 12 anni, tre dei quali passati con grande dignità e spirito di accettazione dietro le sbarre del box d’angolo, dove non condivideva praticamente nulla con i suoi compagni di prigionia. Nella nostra società, che ha come obiettivi unici il vigore, la prestanza e la carica energetica della gioventù, un anziano – persona o animale che sia – diventa inevitabilmente invisibile. Tanti gli sono passati davanti e non l’hanno degnato di un pensiero, alla ricerca dell’ennesimo cucciolo combinaguai. La sua esistenza sempre uguale è arrivata al termine e ci si può chiedere se abbia avuto un senso. Ma un senso glielo si può dare da adesso in poi. La sua paziente attesa di un felice epilogo che non è mai arrivato deve essere un monito per quanti varcheranno da oggi in avanti la soglia del canile col progetto di condividere un pezzetto di vita con un quattrozampe: i cani anziani esistono, hanno anche loro un cuoricino palpitante, sono eternamente grati a chi li libera da una condizione innaturale che si perpetua, hanno maturato negli anni saggezza e competenze e sarebbero perfetti compagni di vita per chiunque e in particolare per quegli umani che a loro volta hanno già accumulato svariate primavere e potrebbero apprezzarne la pacatezza e l’intelligente resilienza. Senza tuttavia perdere quell’animo puro da eterni cuccioli che si manifesta in guizzi di allegria e vitalità. E proprio così vogliamo ricordarlo, come nel video dove – complice la sua connaturata golosità – si produce con grande impegno in una ricerca olfattiva.

Ciao Tatù, le sbarre si sono finalmente aperte; vola alto e salutaci Blackie!