Ciao piccolino..





Venerdì scorso abbiamo dovuto dare l’ultimo saluto al nostro Jump, il volpinotto che tutti avrebbero voluto portare a casa, perché col suo pelo color champagne morbido e folto e la coda a pennacchio sapeva attirare l’attenzione dei visitatori del canile. Però era un cane di carattere e non un peluche e questo gli ha precluso l’adozione. Sapeva quello che voleva e soprattutto quello che non voleva e non faceva mistero delle sue antipatie. Insomma non era un ruffiano e questa sua forma di sincerità l’ha pagata con la reclusione a vita. Trovargli la famiglia ideale è stata una sfida, perché era lui a dover dimostrare se poteva scattare la reazione chimica adeguata. Una brutta malattia non ci ha lasciato il tempo di continuare a provare; quattro anni non sono bastati. Ma lui dietro la scorza ruvida che mostrava a qualcuno ha saputo in alcuni casi rivelare anche la capacità di affetto che faceva palpitare il suo cuore peloso. Aveva scelto una volontaria di riferimento e con lei era un agnellino e si faceva fare di tutto. Aveva occhi solo per lei, la cercava, la chiamava e – nonostante la golosità – se sentiva la sua voce non c’era più leccornia che lo interessasse. E se lei lo raggiungeva, lui faceva onore al suo nome e le balzava in grembo. Lascia un vuoto in tutti noi, come per ogni ospite che il destino decide di strapparci prima che riusciamo a compiere la nostra missione di trovargli casa, ma soprattutto in lei, che quando settimanalmente verrà in canile non avrà più un amico che le corre incontro e la fa sentire speciale. Ciao, Jump, fai il bravo lassù!